Nel 1992 ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente con il film Dove comincia la notte e il premio Solinas per la sceneggiatura di L’Articolo 2. Ha ottenuto cinque candidature e un David di Donatello con Il carniere (1997) e Un uomo perbene (1999), premio Pasinetti per la migliore regia in occasione della 56ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Dal 2000 al 2011 ha diretto anche diverse fiction e documentari, fra i quali Il Piccolo, Un foglio bianco, Adelante Petroleros – L’oro nero dell’Ecuador, La felicità umana.
Nel 2017 ha pubblicato per Maggioli Editore il suo primo romanzo Bleu. Nel 2018 ha realizzato il film Nour, tratto dal libro Lacrime di sale, scritto da Pietro Bartolo, medico di Lampedusa. Nel 2020 ha pubblicato per Vallecchi Editore La scelta – L’amicizia, il cinema, gli anni con Ermanno Olmi. Sempre per Vallecchi Editore ha fatto uscire nel 2022 Sotto il sole – racconti di uomini, animali e ombre. Negli anni è stato direttore artistico di numerosi progetti culturali fra i quali il San Marino International Film Festival e il Montefeltro Film School Festival.
Pur distinguendosi per una notevole incisività scenica il corteo notturno ha messo in evidenza qualche carenza narrativa, cosa che porta lo spettatore e perdere il senso della storia, ciononostante regala uno spettacolo di grande suggestione visiva dove gli incubi e le visioni sembrano combaciare perfettamente con i tempi in cui viviamo.
Discorso diverso invece si può fare per il corteo diurno in cui, con l’esecuzione di movimenti scenici accurati sostenuti da un ritmo coinvolgente, tutta la narrazione risulta essere estremamente comprensibile.
Il Corteo notturno, pur mettendo in evidenza una partenza molto lenta e ben poco interessante (la sfilata), ha saputo invece ribaltare la situazione in modo magistrale con la spettacolare “danza dei demoni”, la grande bolgia infuocata trasposta a terra e infine la riuscita battaglia fra il bene e il male, un allestimento che ha ricordato il grande regista danese Carl Theodor Dreyer.
Stesso discorso vale per il corteo diurno dove, sempre pagando dazio ad una partenza noiosa, tutta la narrazione si eleva decisa e sicura verso un finale coinvolgente.
A volte più che le parole basta poco per sorprendere lo spettatore.
Può anche essere un misterioso carro che improvvisamente si mette in movimento trascinando con sé attori e spettatori verso una storia inconsueta, in bilico fra passato e presente.
Evocare più che rappresentare è sempre stato l’elemento più prezioso di ogni storia soprattutto se composta da immagini ad alto effetto scenico che, come in un film di Sokurov girato tutto in piano sequenza regala inattese emozioni.
Troppe battute, parole e dialoghi possono compromettere scene e attori.
La sintesi è per noi il valore più grande, quello che rende una vicenda originale, credibile, degna di essere raccontata. Quando poi ad un testo purtroppo non equilibrato si aggiungono scene inesatte come ad esempio “il bordello”, tutto diventa improbabile, difficilmente empatico, nonostante l’ottimo lavoro (e lo sforzo) di chi ha allestito scenicamente lo spettacolo.
Nata a Parigi nel 1953. Dopo la laurea in storia nel 1976, ha lavorato prima insegnando storia e geografia a bambini in età scolare. Ha quindi conseguito il dottorato nel 1989 sul tema: “Spazi urbani, potere e società a Venezia alla fine del Medioevo”. Nel 1990 ha insegnato all’Università Charles-de-Gaulle Lille-III, poi nel 1997 è stata nominata professore di storia del Medioevo all’Université Paris-Sorbonne.
La sua tesi di dottorato, ‘Sopra le acque salse’, è stata pubblicata nel 1992 dalla Scuola Francese di Roma e poi recentemente ripubblicato con il titolo Le Moyen Age de Venise, dalle acque salate al miracolo delle pietre.
Questo lavoro tratta della storia urbanistica, sociale ed estetica di Venezia in epoca medievale, e più in particolare nel basso medioevo. Esplora anche il tema del mito, che si ritrova attraverso l’altra sua opera più sintetica, Venezia trionfante, gli orizzonti di un mito, pubblicata nel 1999. Ha vinto il Prix Guizot nel 2002. Nel giugno 2016, Élisabeth Crouzet-Pavan è stata eletta corrispondente francese dell’Académie des inscriptions et belles-lettres.
Corteo del Giorno
Grande spettacolarità del corteo con scene pittoresche e momenti comici.
Una narrazione bella e suggestiva con una buona storicizzazione nell’insieme.
Corteo della Sera
Il Corteo della notte si apre sulla scena della battaglia e morte del condottiero. Bellissimo il trionfo della morte seguito dalla sfilata di tipo “dantesco” di tutti i dannati. Bella la figurazione dei peccati.
La morte, la notte con i loro amici demoni invadono la città. Ma era un sogno. La vita trionfa sulla morte, la primavera segue l’inverno e la desolazione. Riferimenti chiari a Lorenzetti e Giotto.
Già qualche immagine faceva pensare al carnevale.
Corteo del Giorno
Spettacolo esteticamente gradevole, costumi di altissima qualità. Una narrazione piacevole che ha dato luogo ad un’evocazione storica di qualità.
Scena conclusiva molto bella.
Corteo della Sera
Dopo il tempo della pace e dell’armonia civile (sequenza forse un pò lunga), arriva il tempo del trionfo del male, dei demoni e del peccato. Una bellissima rappresentazione dei demoni direttamente ispirata alla “cacciata dei demoni da Arezzo” di Giotto. Una scena finale di grande forza poetica che segna la sconfitta del male con l’Arcangelo Michele che abbatte il drago (bellezza, forza suggestiva e azione di grande drammaticità).
Il percorso proposto dalla parte di sotto è stato un viaggio medievale nello spazio dal convento alle strade un percorso nel tempo, dalla morte alla vita, dal lutto alla rinnovata speranza al momento di calendimaggio.
È iniziato nel silenzio assoluto del convento e si è concluso nella gioiosa festività del maggio allestito.
Ci sono stati momenti di immensa emozione, di grande forza poetica ma anche scene pittoresche comiche. Lodevole il modo in cui è stato organizzato questo percorso. Interessante la sosta all’ingresso della città medievale in questo luogo di sogno. Bellissima la scena finale. Buona attenzione ai dettagli.
Piccoli punti potrebbero essere migliorati, arredamento della camera della sposa assai quattrocentesc0 ma che ha dato luogo ad un espressionismo sentimentale mai totalmente pertinente all’epoca.
La grammatica dei sentimenti era diversa. Ma spettacolo bellissimo nell’insieme.
Bello spettacolo con un percorso strutturato con scene della vita urbana.
La coerenza è stata conferita grazie a due fili conduttori – il contesto politico (quello della …. in mano allo Stato Pontificio del Cardinale Albornoz) e una storia d’amore turbata dalla situazione politica.
I punti da sottolineare sono: -uso molto intelligente dello spazio urbano -la partecipazione di tutta la società alla vita della città -la capacità di rievocare la cultura medievale e la vita quotidiana (sporcizia nelle strade, lavoro delle donne…).
Scena con i poveri ammalati un pò anacronistica.
Scena con le prostitute (meno l’ultima parte) meno rilevante a livello storico.
La prostituzione non era inquadrata anche dove il bordello non era pubblico e l’adescamento in strada normalmente proibito.
Intonazione: non sempre buona, specialmente la cadenza
Fusione: il bilanciamento tra le voci non sempre buono
Interpretazione: corretta, senza rischi
Qualità: alcune voci spiccano sulle altre
Dizione: Buona
Giudizio: L’esecuzione presenta alcune imprecisioni nelle cadenze, soprattutto sugli scambi tra le voci. In generale una discreta esecuzione
Intonazione: buona in generale non è però brillante
Fusione: suono un pò cupo ma ben amalgamato
Interpretazione: molto scorrevole, forse troppo, ma bella
Qualità: amalgamata ma troppo scura
Dizione: Buona
Giudizio: l’inizio non è stato molto assieme ma poi il tempo scorrevole e la buona amalgama hanno reso l’esecuzione buona
Intonazione: buona, ma il non essere assieme rende a volte l’intonazione non pura
Fusione: non sempre buona
Interpretazione: interessante ma non varia
Qualità: il momento maggiore ha dato stabilità
Dizione: molto buona
Giudizio: ottima scelta del brano che però poteva essere ancor più reso a livello di interpretazione. Però più che buona.
Intonazione: discreta, ma i problemi d’assieme la rendono poco sicura
Fusione: buona, a volte si perdono i tenori primi
Interpretazione: prima parte un po noiosa, seconda buona
Qualità: il colore a volte troppo cupo
Dizione: molto testo non si comprende
Giudizio: avrei evitato un madrigale di questo tipo per una gara, ma alla fine è stato discreto
Intonazione: errato stilizzare un brano in MI+
Fusione: molto buona
Interpretazione: un po’ statica ma puntuale
Qualità: bel colore e ottimi cambi
Dizione: a volte il testo si è perso
Giudizio: la partitura utilizzata è di una scuola assai datata, ma offriva spunti per essere compresa. Buona ma non ottima esecuzione.
Intonazione: buona
Fusione: buona, ma si potevano sottolineare alcune voci
Interpretazione: buona, ma perde l’assieme
Qualità: omogenea e ottimi cambi di colore
Dizione: non sempre buona
Giudizio: brano di bella fattura e poco conosciuto. Necessitava di maggiore pulizia sia timbrica che di pronuncia. Buono.
Repertorio Scene: nella scena il repertorio era incongruente con il percorso storico e sociale. Non si può far cantare ai monaci francescani Perotino e poi alle lavandaie Willaert!!!
Interpretazione: buona, forse la musica è troppo invadente per i volumi nei cortei e buoni gli interventi nelle scene.
Giudizio: il giudizio non può essere del tutto positivo perché si privilegiano scelte d’effetto, ma a scapito degli ambiti storici di differenziazione e di cambio di colore.
Repertorio Scene: gli interventi della scena sono stati assai curati, non invasivi e coerenti con l’epoca descritta dalla storia.
Interpretazione: belle scelte nei cortei, con ottime esecuzioni anche a cappella e una coerenza stilistica da sottolineare.
Giudizio: l’entrata del Cardinale con le trombe naturali o l’Ave Maria cantato nella scena sono stati assai apprezzabili, in generale scelte coerenti ma a volte peccano.
Walter Stoppini Sindaco F.F. di Assisi
Stefano Venarucci
Paola Bastianini Vice Presidente
Lucilla Locchi
Giacomo Paparelli Parte de Sopra
Maurizio Sensi Parte de Sopra
Delfo Berretti Parte de Sotto
Elisabetta Zucchi Parte de Sotto
Francesco Raspa
Lucilla Locchi
Mariella Rossi
Ferruccio Fiordispini Ente Calendimaggio
Paolo Simonelli Parte de Sopra
Luca Chiavini Parte de Sotto
Aleardo Pelacchi Priore Parte de Sopra
Massimiliano della Vedova Priore Parte de Sotto
Lavinia Maria Lunghi Gran Cancellario Parte de Sopra
Tiziano Ragni Gran Cancellario Parte de Sotto
Bruno Cianetti
Antonello Cristofani Presidente
Elodia Lazzari Membro Collegio dei Saggi
Luigi Rossetti Membro Collegio dei Saggi
Andrea Mattielli Supplente Collegio dei Saggi
Alessandra Betti Supplente Collegio dei Saggi
Antonello Fagotti Presidente
Andrea Pennaforti Effettivo Parte de Sopra
Carlo Roberti Supplente Parte de Sopra
Ferdinando Fabbri Effettivo Parte de Sotto
Mara Bernardini Supplente Parte de Sotto
Gianluca Laudenzi
Maurizio Tomassini
Francesco Mancinelli
Flavia Pagliochini